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Checklist NIS2 per PMI italiane: 30 domande al tuo fornitore
30 domande · 6 sezioni · aggiornata il 2026-06-21
Questa checklist è pensata per chi gestisce l'IT in una PMI italiana e si è sentito dire dal fornitore «alla NIS2 ci pensiamo noi» senza capire se è una promessa scritta o solo una rassicurazione verbale. Le 30 domande servono a separare i tre casi: chi ti vende fumo, chi ti scarica il rischio in contratto e chi ha davvero capito il D.Lgs. 138/2024. Non è un audit formale: è uno strumento da portare al tavolo del prossimo rinnovo, idealmente con chi ti segue il legale accanto. Parti dai tre fornitori più critici per la tua continuità e i tuoi dati, fai le domande nere su bianco e pretendi risposte con numeri, tempi e documenti allegati. Dove trovi «reasonable efforts» o «misure standard di settore», hai trovato un buco da colmare. La maggior parte di questi punti non richiede budget da multinazionale: richiede ordine, clausole scritte bene e un partner alla tua scala. Le domande con risposta evasiva sono già una risposta.
Sezione 1
Perimetro e responsabilità
- 1.
Sei tu soggetto NIS2 (importante o essenziale) o ti consideri solo mio sub-fornitore? Dammelo per iscritto.
Perché: Se il tuo fornitore è dentro il perimetro NIS2, cambiano gli obblighi che può girarti a cascata e le sue responsabilità verso di te.
- 2.
Il contratto cita esplicitamente NIS2 o il D.Lgs. 138/2024, oppure parla solo di «misure standard di settore»?
Perché: Una clausola generica di reasonable efforts è giuridicamente più debole e lascia la responsabilità sul soggetto obbligato, cioè su di te.
- 3.
Quale livello di criticità mi attribuisci come tua controparte e quali obblighi ne fai discendere?
Perché: La NIS2 chiede di graduare le misure di sicurezza in base alla criticità del rapporto: serve sapere come ti classifica.
- 4.
Chi nella tua azienda è il referente formale per la cybersicurezza e la conformità NIS2?
Perché: La direttiva responsabilizza i vertici: avere un referente tracciato evita che le richieste finiscano nel vuoto durante un incidente.
- 5.
Sei registrato presso l'ACN e nel ruolo che dichiari verso i tuoi clienti?
Perché: La registrazione ACN profila il livello di rischio del fornitore e ne segnala l'effettiva consapevolezza degli obblighi NIS2.
Sezione 2
Supply chain e third-party risk
- 1.
Mi dai per iscritto l'elenco dei sub-fornitori che trattano i miei dati o configurano sistemi miei?
Perché: La NIS2 ti chiede di valutare la postura dei fornitori critici: senza la lista dei sub-fornitori non puoi censire la tua vera catena.
- 2.
Mi notifichi in anticipo l'ingresso di un nuovo sub-fornitore critico o il cambio di quelli esistenti?
Perché: Un cambio non comunicato a monte modifica la tua supply chain senza che tu possa rivalutarne il rischio.
- 3.
Dove sono fisicamente ospitati i miei dati e a quale giurisdizione rispondono i datacenter?
Perché: Sapere la localizzazione e la legge applicabile è richiesto per gestire richieste di autorità extra-UE e profilo di rischio.
- 4.
Quale policy applichi se un'autorità extra-UE ti chiede accesso ai miei dati?
Perché: Una richiesta extra-UE può esporre i tuoi dati: serve sapere in anticipo come reagisce il fornitore, non scoprirlo dopo.
- 5.
Accetti una clausola di audit estesa ai tuoi sub-fornitori critici o garanzie equivalenti su di loro?
Perché: Il rischio di terza parte si propaga: senza visibilità sui sub-fornitori, la valutazione della catena resta incompleta.
- 6.
Riesamini almeno annualmente la sicurezza dei tuoi fornitori e me ne dai evidenza?
Perché: La NIS2 prevede un riesame periodico della catena di fornitura, almeno annuale: chiedi che ti venga documentato.
Sezione 3
Gestione degli incidenti
- 1.
In quante ore mi notifichi un incidente di sicurezza confermato e con quale canale formale?
Perché: I tuoi timer NIS2 partono dalla scoperta: senza notifica rapida del fornitore non rispetti l'early warning entro 24 ore.
- 2.
Ti impegni per iscritto a una notifica entro 12 ore così ho margine per le mie 24?
Perché: Avere il dato del fornitore prima delle tue scadenze è l'unico modo per arrivare in tempo all'early warning verso l'ACN.
- 3.
Esiste una procedura scritta che scatta alla scoperta dell'incidente, non alla sua risoluzione?
Perché: I timer NIS2 partono dalla scoperta: se la procedura attende la risoluzione, il termine è già violato in partenza.
- 4.
Cosa includi nella notifica iniziale: impatto, dati coinvolti, sistemi e azioni intraprese?
Perché: Una notifica generica non ti permette di valutare l'impatto né di compilare la tua relazione strutturata entro 72 ore.
- 5.
Mi fornisci il supporto e la documentazione per la mia relazione finale entro un mese?
Perché: La NIS2 prevede una relazione finale entro un mese: senza i dati del fornitore non riesci a chiuderla in modo coerente.
- 6.
Tieni un registro degli incidenti consultabile e me ne dai estratto su richiesta?
Perché: Un registro tracciato è ciò che distingue un controllo ACN gestibile da uno doloroso.
Sezione 4
Audit ed evidenze
- 1.
Mi concedi un diritto di audit o accetti certificazioni equivalenti come ISO 27001 o SOC 2 Type II?
Perché: Senza diritto di audit o certificazione verificabile non puoi documentare la postura del fornitore in caso di verifica ACN.
- 2.
La copia della certificazione che citi è recente e realmente disponibile, non solo dichiarata?
Perché: Una certificazione scaduta o irreperibile non costituisce evidenza utilizzabile davanti all'autorità di vigilanza.
- 3.
Mi fornisci documentazione aggiornata sulle misure tecniche e organizzative che applichi ai miei sistemi?
Perché: L'ACN può chiedere senza preavviso prove delle misure: ti serve una cartella ordinata e coerente con la realtà.
- 4.
Tracci e documenti la formazione del tuo personale che opera sui miei sistemi?
Perché: L'igiene informatica e la formazione del personale sono misure minime NIS2 di cui può essere richiesta evidenza.
- 5.
Mi dai evidenza di come verifichi periodicamente l'efficacia delle misure adottate?
Perché: La valutazione dell'efficacia delle misure è un'area obbligatoria: dichiararle non basta, vanno testate e documentate.
Sezione 5
Continuità operativa e backup
- 1.
Con quale frequenza esegui i backup dei miei dati e per quanto tempo li conservi?
Perché: Backup e continuità operativa sono misure minime NIS2: senza dati certi su frequenza e retention non puoi valutare il rischio.
- 2.
Hai un piano di ripristino collaudato e mi dai i tempi di recupero (RTO) e il punto di ripristino (RPO)?
Perché: Un piano testato trasforma un disastro in disservizio; tempi solo dichiarati e mai provati non danno garanzie reali.
- 3.
Quando hai testato l'ultima volta il ripristino completo e me ne dai esito?
Perché: Un backup mai ripristinato è un'illusione di sicurezza: la prova di restauro è l'unica evidenza che funziona davvero.
- 4.
I backup sono isolati e protetti contro cancellazione o cifratura da ransomware?
Perché: Backup raggiungibili da un attaccante vanificano la continuità operativa proprio quando ne hai più bisogno.
Sezione 6
Sicurezza tecnica baseline
- 1.
Imponi l'autenticazione a più fattori sugli accessi ai miei sistemi e ai pannelli di gestione?
Perché: L'autenticazione a più fattori è esplicitamente tra le misure minime NIS2 e blocca la quota maggiore di accessi non autorizzati.
- 2.
I miei dati sono cifrati a riposo e in transito, e con quali standard?
Perché: La crittografia è un'area obbligatoria NIS2: serve sapere se copre dati a riposo e in transito, non solo a parole.
- 3.
Come gestisci il controllo degli accessi e il principio del privilegio minimo sul mio ambiente?
Perché: Controllo degli accessi e gestione degli asset sono misure minime: accessi non profilati ampliano la superficie d'attacco.
- 4.
Hai EDR e gestione delle patch su tutti i sistemi che toccano i miei dati, con tempi di applicazione definiti?
Perché: L'igiene informatica di base include patch tempestive: ritardi nelle correzioni lasciano falle note sfruttabili.